Il caldo secco ha cotto i girasoli. Il campo non è più dorato ma è d'un tabacco polveroso, con orli bruni, confusi, da terra bruciata. Resiste appena qualche rara, sottile scaglia di giallo. Le teste del fiore, ingravidate sullo stelo, quasi ciondolano: sono come uscite d'orbita, straziate da un malanno elefantiaco. E Il cielo è di metallo azzurro, ostile agli stessi occhi degli dei. Vulcano infuria e Proserpina lo asseconda esausta.

Enzo Siciliano