Lo spavento delle rondini, al primo scroscio di pioggia e nel bagliore del lampo subito seguito dal tonfo del tuono -, cenci da niente, sbattuti raso terra sotto il pergolato. Riprendono il volo con le ali che sembrano non planare; poi spariscono, e non si sa dove si siano riparate, se nel leccio o sotto le canne. Riappaiono al secondo scroscio come cercando di capire che seguito abbia quel freddo d'aria e si tuffano contro il cielo violaceo prese dal panico di nuovo.

Enzo Siciliano