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L'ultima Sicilia gettata in mezzo al mare come una moneta ardente: la primavera a Piscità lascia confondere ginestre e canne, insieme alle tamerici, agli oleandri, ai gerani rossi e lilla fitti e alti come cespugli, ai nasturzi gialli e ceralacca, ai capperi fioriti come passiflora, ai caprifogli e ai pitosfori spolverati di bianco crema. Il vento di mare toglie respiro ai profumi: se tira da nord la cenere cala sui colori a strisce vellutate. Enzo Siciliano |
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